martedì 13 dicembre 2011

Smettere di allattare: come passare dal seno al biberon senza traumi


Foto M.ADA (Flickr)

Premesso che l’allattamento al seno è, a mio modesto parere,  una delle esperienze più belle che una donna possa vivere e, laddove ve ne sia la possibilità, credo vada sostenuto ed incentivato almeno fino al compimento del primo anno di vita del bambino, concordo anche sul fatto che prima o poi giunge il momento in cui, per volontà o necessità, sorge l'esigenza di dire basta, lasciando il passo al famigerato biberon.



Vediamo come attuare questa impresa rendendola meno traumatica possibile al bambino.

Il buon esito della transizione dal seno al biberon, è influenzato da molte varianti tra cui: 

  • l’età del bambino
  • il tipo di allattamento che si è praticato (esclusivo o misto).
  • le abitudini del bambino( se prende il seno solo per sfamarsi o anche per coccolarsi a mò di ciuccio; se prende il seno soltanto di giorno o se lo prende anche la notte per dormire) .

In generale, possiamo dire che, più a lungo dura l’allattamento e più sarà difficoltoso l’allontanamento del bambino  dal seno, ciò sarà ancora più complicato se il piccolo è stato sempre allattato esclusivamente al seno o se è abituato ad usare il seno anche come un ciuccio.
Tuttavia non ci si deve demoralizzare, in quanto, nella peggiore delle ipotesi si risolverà tutto nel giro di una settimana.
Prima di spiegarvi il modo per togliere il seno al piccolo però, permettetemi una piccola precisazione, la trovo doverosa in quanto ho sempre visto  i bambini come delle persone in miniatura che hanno delle proprie esigenze e se hanno qualche vizio è perché il genitore in precedenza lo ha concesso. Se quindi in precedenza avete abituato il piccolo a consolarsi con il seno perché così era molto più facile calmarlo, non potete pensare di toglierlo di colpo soltanto perché voi vi sentite pronte ad interrompere l'allattamento, se volete smettere, dovete partire dal presupposto che è una operazione molto delicata che va fatta con calma, in modo graduale e soprattutto rispettando i tempi del piccolo.

Vediamo dunque come fare:

Se prima di procedere volete tastare il terreno per vedere come potrebbe prenderla il bambino, cominciate ad eliminare le “poppate inutili”, ossia quelle in cui il piccolo chiede il seno soltanto per regalarsi una coccola (solitamente sono le poppate di metà mattina e del pomeriggio). Mi raccomando, una alla volta…non abbiate fretta, e soprattutto, il segreto sta nell’anticipare la richiesta del piccolo. Per esempio, la mia bambina aveva l’abitudine di strofinare tra le dita un lembo della mia maglietta quando stava per chiedermi il seno, quindi, sapendo che da lì a due minuti mi avrebbe chiesto il seno,  la anticipavo proponendole un'alternativa che poteva essere  una passeggiata, un succo, un gioco, qualsiasi cosa che poteva distrarla dal seno era buona! L’importante quindi  è offrire l’alternativa prima che il piccolo chieda di attaccarsi, ciò vi eviterà di dover placare in seguito,  le sue turbolente rimostanze. Se al primo tentativo il piccolo reagisce molto male, evidentemente non è ancora pronto e se potete, vi consiglierei di rimandare il tentativo, anche di una settimana soltanto; se invece il piccolo accetta di buon grado l’alternativa proposta, oppure avete proprio bisogno di togliere il seno, insistete proponendo alternative nel  modo sopra descritto fino ad eliminare pian piano tutte le occasioni in cui il piccolo si attacca per coccolarsi. In buona sostanza, in questo modo andiamo a rioardinare pian piano la sua routine quotidiana ed una volta eliminato il seno del pomeriggio, siamo già un bel pezzo avanti.

Ora è il momento di togliere il seno della sera (quello della mattina lasciatelo per ultimo, anche perché il latte della mattina è quello più grasso e nutriente per cui è meglio mantenerlo fino al termine dell'allattamento. L’eliminazione del seno notturno è la parte più difficile, soprattutto nei casi in cui il piccolo è abituato a dormire nel lettone facendo del vostro seno il suo ciuccio personale! Ecco…in questa particolare (ma comune) situazione dovrete far forza su tutta la vostra pazienza e costanza, anche perché spesso sarete tentate a rinunciare (anche sotto la spinta della stanchezza che si farà sentire) ma non dovrete demordere. Le prime sere, portatelo a letto un po’ più tardi, aspettate che sia visibilmente stanco e preparate un po’ di latte tiepido da portare con voi in camera; create una luce soffusa e, se non disturba il piccolo, accendete un carillon, oppure sussurrate una ninnananna .Il biberon va proposto quando il bambino è nella fase del dormiveglia;  avvicinate la tettarella alle sue labbra, facendo scivolare il biberon lungo il vostro seno, istintivamente aprirà la bocca  e a quel punto introducete lentamente la tettarella . Molto probabilmente, una volta che si accorgerà che non è il seno tenderà a rifiutarlo. Non demoralizzatevi, cullatelo un pochino e poi riprovate; le prime sere potrebbe anche rifiutarvi il latte,  ma non succede nulla, è del tutto normale.

Di fondamentale importanza per il buon esito dell’esperimento,  è tanto la scelta del latte quanto quella  del biberon.
 Tra tutti quelli presenti sul mercato, soprattutto per i piccoli che sono sempre stati allattati al seno,  consiglio vivamente quei biberon che riproducono fedelmente la forma del seno, e ciò avviene sia a livello visivo, grazie alla forma della tettarella che è molto ampia, sia a livello di sensazioni provate dal piccolo in quanto ripete esattamente  il movimento naturale che il capezzolo compie sotto la spinta della suzione. Personalmente ne utilizzo uno della Tommee Tippee, ma ce ne sono di molte marche come la Chicco.
Per quanto concerne il latte, consiglio di prediligere un latte di crescita per i piccoli da un anno in poi, in quanto, a livello nutritivo,  lo ritengo molto più bilanciato rispetto al latte vaccino ed ha un sapore più dolce che risulta più gradevole. Ovviamente ve ne sono molti disponibili, dovrete fare varie prove fino a trovare quello che il vostro piccolo gradisce di più, personalmente dopo vari tentativi falliti, mi sono trovata bene con il latte di crescita Mellin, che la mia bambina ha accettato subito.

Una precisazione va fatta anche riguardo alla temperatura del latte: considerate che il latte materno è a temperatura ambiente, per cui il biberon che proporrete al bambino dovrà contenere latte tiepido non caldo!

Proseguite con lo stesso metodo, è importante compiere sempre le stesse azioni, fino a che il piccolo non accetta il latte, a quel punto sarete pronte per togliere anche la poppata della mattina.
Questa ultima fase sarà molto più semplice in quanto il piccolo sarà già parzialmente abituato al biberon e, anche in questo frangente, la cosa fondamentale è impostare una sorta di rito da ripetere quotidianamente finché il bambino non accetta il latte.


Il consiglio in più...
Questo procedimento ha un doppio beneficio, infatti, oltre a permettere al piccolo di abituarsi al biberon in modo graduale, permette anche al vostro organismo di assestare la produzione di latte in base alla minore richiesta del bambino, scongiurando così la comparsa di dolorosi ingorghi mammari ed evitando il ricorso all’uso di medicinali per arrestare la produzione di latte.

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